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Oasi Wwf "Bosco del Bottaccio", il sottosuolo racconta la storia millenaria del territorio

Il sopralluogo

Residui di piante e alberi secolari, se non addirittura millenari, potrebbero nascondersi nel sottosuolo dell’oasi Wwf “Bosco del Bottaccio” di Castelvecchio di Compito. Un “tesoro” che potrebbe svelare nuovi dettagli utili per ricostruire la storia ambientale di questo angolo di Toscana rimasto incontaminato.

È per questo motivo che l’Università del Nevada-Reno, una delle più prestigiose degli Stati Uniti, e il dipartimento Dafne dell’Università degli studi della Tuscia di Viterbo hanno iniziato uno studio dell’area umida dell’oasi. Il Bosco del Bottaccio, infatti, avrebbe caratteristiche quasi uniche nel panorama nazionale, tali da suscitare interesse oltreoceano.

Il primo contatto sul posto è avvenuto ieri (martedì) con il sopralluogo condotto da Scott Mensig, professore di geografia dell’Università del Nevada-Reno, assieme a Michele Baliva, ricercatore del dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia. Ad accompagnarli c’erano l’assessore all’ambiente, Matteo Francesconi, e Marcello Marinelli, presidente del Wwf Alta Toscana Onlus, associazione cui l’amministrazione comunale ha di recente affidato la gestione dell’Oasi.

I due accademici hanno condotto campionamento paleoecologici, ossia dei saggi nel terreno. Se questi, come si presume, avranno esiti positivi, inizierà una fase di studio più approfondita.

“Siamo orgogliosi che questa area incontaminata di Capannori sia al centro dell’interesse degli studiosi – afferma l’assessore all’ambiente, Matteo Francesconi -. E’ la dimostrazione dell’importanza che riveste questo sito sotto il profilo naturalistico e ambientale. Un prezioso patrimonio, questo, che l’amministrazione comunale vuole valorizzare. Per questo abbiamo compiuto un investimento per rendere l’oasi più fruibile agli appassionati e ai cittadini. Vogliamo inoltre che il Bosco del Bottaccio rafforzi la propria funzione educativa, mostrando agli studenti le peculiarità della fauna e della flora di questa zona umida. Per questa ragione coinvolgeremo più da vicino le scuole”.

Nell’oasi sono stati avviati, grazie all’impegno economico dell’amministrazione comunale e alla collaborazione di Wwf Alta Toscana Onlus, alcuni interventi migliorativi. La prima parte di questi, riguardante opere di pulizia e sfalcio, è stata completata nelle scorse settimane. Nella seconda parte dell’estate si procederà invece alla sostituzione dei tratti più vecchi dei camminamenti in legno, sostituendo gli assi con delle griglie in metallo e mettendo nuovi pali per sostenerli. L’obiettivo è di completare i lavori tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, in concomitanza con l’inizio della stagione più propizia per le visite.

L’oasi Wwf, che sorge nell’area dell’alveo dell’ex Lago di Bientina, si estende per circa 20 ettari ed è stata riconosciuta come sito di importanza comunitaria. È caratterizzato dalla presenza di un piccolo bosco planiziale costituito in prevalenza da farnie e ontani neri; fra questi alcuni alberi sono secolari. Oltre a questo nell’area protetta vivono molte specie animali.

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